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Sei depresso o stressato? Hai perso interesse in attività consuete? Hai difficoltà a concentrarti? Hai un calo a scuola/sul lavoro? I pensieri ti paiono accelerati, lenti, disordinati o confusi? Le persone ti sembrano diverse? Ti insospettisce ciò che pensano o fanno? Senti delle voci che parlano di te o che gli altri non sentono? Ti senti strano e tagliato fuori dal mondo? Gli amici dicono che non sei il solito tu?

Molti ragazzi fanno esperienze simili a queste. Cambiamenti nella psiche come questi spesso possono regredire e scomparire spontaneamente. In alcuni casi, però, potrebbero invece evolversi fino a trasformarsi in un disturbo psicotico.

Che cosa ti succede? 

 

handCos’è la psicosi?

La psicosi è una condizione psichica che comporta una perdita di contatto con se stessi e con la realtà, spesso temporanea.

«L’esperienza che viveva ora era la stessa, ma alla decima potenza. Con un’aggravante, però: non era in grado di spiegare che cosa fosse successo e in che modo il mondo fosse cambiato perché gli si potesse ripresentare sotto una veste così fantastica. Le cose e le persone, in particolare le persone, avevano un’aura, questo sì, ma era solo l’inizio di quello strano fenomeno».
Stephen King, “Insomnia” (Sperling & Kupfer, Milano 1995)

La maggior parte dei disturbi psicotici si manifesta per la prima volta durante l’adolescenza o nella prima età adulta. Secondo alcune statistiche, circa 3 persone su 100 sperimentano nel corso della loro vita un episodio psicotico, dal quale nella maggior parte dei casi si riprendono totalmente. Se il trattamento è tempestivo, la prognosi è particolarmente favorevole e la ripresa potrebbe essere più rapida.

 

handQuali sono le cause della psicosi?

Sebbene la ricerca abbia fatto notevoli progressi negli ultimi decenni, la comprensione esaustiva delle psicosi rimane ancora una sfida aperta.

Vi è comunque un generale consenso sull’origine multifattoriale della psicosi, ovvero il percorso che porta un giovane a sperimentare una psicosi è molto personale così come sarà molto personale la strada per stare meglio.

Un modello semplice per comprendere questa esperienza è quello della Vulnerabilità-Stress Coping. Secondo questo modello esiste una vulnerabilità specifica al disturbo.

Questa vulnerabilità è tuttavia una condizione che cambia continuamente nel corso del tempo. Quando un ragazzo vive un’esperienza di tipo psicotico il primo passo per stare meglio è proprio individuare e riconoscere quei fattori o processi che possono aver favorito la vulnerabilità e trovare insieme strategie terapeutiche che li modifichino.

I fattori/processi che possono influenzare lo sviluppo e il livello della vulnerabilità sono comunemente semplificati in:

  • biologici: rappresentati da tutto ciò che è fisico come l’assetto ormonale, l'espressione epigenetica e tutti quegli aspetti prettamente fisiologici che manifesta una persona (per esempio, il valore glicemico è un fattore biologico).
  • psicologici: rappresentati da tutto ciò che è mentale come la capacità di gestire lo stress, l’autostima, l’espressione delle emozioni (per esempio, la tristezza che può provare una persona in seguito ad un lutto è un fattore psicologico)
  • sociali: rappresentati da tutto ciò che è in relazione con la persona come la famiglia, l’ambiente lavorativo, il contesto sociale e culturale (per esempio, la condizione economica è un fattore sociale che può incidere sullo sviluppo individuale)

La complessità dello sviluppo umano non ci permette di prevedere quale direzione prenderanno le interazioni tra tali fattori, né di prevedere se un individuo vulnerabile svilupperà o meno una psicosi. È tuttavia riconosciuto dalla letteratura che, sommata ad una condizione di preesistente vulnerabilità, l’esperienza di fattori scatenanti può essere causa di uno scompenso psicotico.

«Spiegare cosa? Spiegare a un dottore che le leggi della fisica possono essere sospese, che quello che va su può non tornare giù, spiegare che il tempo a volte si muove in avanti e poi indietro e poi in avanti ancora e non riesci a controllarlo».
Susanna Kaysen, “La ragazza interrotta” (TEA, Milano 2013)

 

handQuali sono i principali sintomi e segnali della psicosi?

I primi segnali possono essere vaghi, poco visibili, e di vario genere, se non colti e trascurati possono diventare sintomi chiari del disturbo. Tra i principali sintomi e segnali della psicosi troviamo:

Confusione del pensiero. Accade quando i pensieri si fanno confusi, si ha la sensazione che siano più veloci o più lenti del solito. Può diventare difficile concentrarsi oppure faticoso pensare in modo lineare. Spesso si dicono o si fanno cose che non sono capite dagli altri, i nostri discorsi possono risultare illogici, le nostre idee e il nostro comportamento strampalati.

Nuove e insolite convinzioni. Si sviluppano idee che le persone di cui ci si è sempre fidati dicono non corrispondere ai fatti, oppure essere in contrasto col senso comune. Le conclusioni alle quali si arriva sono assolute e indiscutibili. Queste convinzioni occupano sempre più spazio nella mente fino a diventare il pensiero principale, condizionando buona parte delle nostre attività quotidiane e limitando così la libertà di azione.

Dispercezioni. I disturbi della percezione sono di diverso tipo, tra cui le cosiddette allucinazioni, che sono percezioni di qualcosa che non esiste e che viene creduto reale, sono cioè create dalla mente in assenza di uno stimolo sensoriale e risultano assolutamente veritiere per chi le sperimenta. Per esempio, percepiamo voci che gli altri dicono di non sentire, che solitamente sono rivolte a noi, o parlano di noi. Si potrebbero anche avvertire odori o sapori strani nel cibo, o percepire sensazioni tattili insolite.

Deliri. Sono credenze, convinzioni personali, particolari e non condivise da altri, basate su un'interpretazione alterata della realtà ma molto importanti per la persona nel suo tentativo di capire che cosa gli succede. Crediamo per esempio che le persone vogliono farci del male, magari congiurando fra di loro. Oppure possiamo convincerci di possedere super-poteri, o che gli altri possono sentire distintamente i nostri pensieri, o che la radio, la tv o l’intero ambiente circostante ci mandano messaggi speciali e nascosti.

Alterato senso di sé. Si tratta di percezioni distorte nei riguardi del proprio corpo, come avere la sensazione che ci si stia trasformando, che la propria immagine sia diversa o deformata. Oppure si potrebbe avere la sensazione di non esistere. A volte è difficile percepire fisicamente dove finisce il proprio corpo e dove inizia il resto del mondo.

Cambiamenti dell’umore. Ci si può sentire insolitamente eccitati o depressi, strani, esclusi dalla realtà, o percepire il mondo in maniera lontana e astratta.

Depressione. I sentimenti negativi possono portare a un grave stato depressivo definibile come mancanza di speranza, e si può arrivare a desiderare di farla finita per trovare sollievo.

Mancanza di scopo. Sentirsi spossati, privi di energia e di determinazione. È possibile perdere l’interesse nei vari ambiti della propria vita, avere sempre meno cura dell’igiene personale e della salute. Si vive nell’incapacità di provare piacere che spesso determina problemi nell’affrontare il lavoro o lo studio.

Senso di impotenza e di disperazione. Diventa sempre più difficile affrontare le difficoltà della vita quotidiana a casa, a scuola, sul lavoro, nelle relazioni con gli altri, provando profondi sentimenti di sconforto, inadeguatezza e scoraggiamento.

Isolamento sociale. Lo si vive quando le difficoltà nelle relazioni con gli altri causate dai cambiamenti interni dovuti alla psicosi aumentano sempre di più. Per porvi rimedio si evitano sempre di più la compagnia e il confronto con gli altri, fino a rifugiarsi in un mondo tutto personale.

 

«La follia è l’incapacità di comunicare le tue idee. È come se fossi in un paese straniero: vedi tutto, comprendi tutto quello che succede intorno a te, ma sei incapace di spiegarti e di essere aiutata, perché non capisci la lingua».
Paulo Coelho, “Veronika decide di morire” (Bompiani, Milano 1999)

 

movies

  • La fossa dei serpenti(The snake pit), diretto da Anatole Litvak. Con Olivia de Havilland, Mark Stevens. Stati Uniti, 1948
    Virginia si ritrova in un ospedale psichiatrico senza ricordare come sia arrivata lì; lentamente, aiutata dal marito e dallo psichiatra dell'ospedale, ricompone passo dopo passo i propri ricordi nella ricerca del motivo del proprio malessere.
  • Qualcuno volò sul nido del cuculo (One flew over the cuckoo's nest), diretto da Milos Forman. Con Jack Nicholson, Christopher Lloyd, Danny De Vito. Stati Uniti, 1975
    Un uomo viene trasferito dal carcere a un ospedale psichiatrico per un periodo di osservazione e valutazione del suo stato mentale, e nel tentativo di opporsi all'istituzione viene a contatto con le storie comiche e tragiche degli altri degenti.
  • La seconda ombra, diretto da Silvano Agosti. Con Remo Girone, Victoria Zinny. Italia, 2000
    Franco Basaglia arriva a Gorizia come direttore dell'ospedale psichiatrico, e all'impatto con la violenta realtà delle terapie manicomiali sceglie di cambiare le cose e portare i ricoverati nel mondo fuori dall'ospedale.
  • A beautiful mind, diretto da Ron Howard. Con Russell Crowe, Jennifer Connelly, Paul Bettany. Stati Uniti, 2001
    La storia vera di John Nash, matematico di fama mondiale insignito del Premio Nobel per l'Economia nel 1994, e della sua lunga convivenza con la schizofrenia.
  • Spider, diretto da David Cronenberg. Con Ralph Fiennes, Miranda Richardson, Lynn Redgrave. 2002
    Dopo molti anni trascorsi in un ospedale psichiatrico, Dennis detto "Spider" ritorna nei luoghi della propria infanzia, legati a ricordi intensi e dolorosi che lo portano a confrontarsi con il proprio passato.
  • Il papà di Giovanna, diretto da Pupi Avati. Con Silvio Orlando, Francesca Neri, Alba Rohrwacher, Ezio Greggio. Italia, 2008
    Sullo sfondo della Bologna fascista si consuma il dramma di Michele, costretto ad affrontare il violento disturbo mentale di sua figlia Giovanna nel momento in cui la ragazza viene accusata di omicidio e rinchiusa in manicomio.
  • Si può fare, diretto da Fabio Bonifacci. Con Claudio Bisio, Anita Caprioli. Italia, 2008
    Il film, ispirato alle vicende reali delle cooperative sociali nate negli anni Ottanta in seguito alla chiusura degli ospedali psichiatrici, segue la storia di Nello e della Cooperativa 180, che si trova improvvisamente a dover dirigere.
  • Il solista (The soloist), diretto da Joe Wright. Con Robert Downey Jr., Jamie Foxx. Inghilterra, Stati Uniti, Francia, 2009
    Nathaniel è un giovane musicista che, dopo essersi ritirato dalla prestigiosa scuola d'arte Juilliard di New York, vive all'addiaccio tormentato dalla schizofrenia. Impressionato dal suo talento e dalla sua storia, un giornalista, Steve, scrive un articolo sul ragazzo che lo porterà alle luci della ribalta.
  • Il cigno nero (The black swan), diretto da Darren Aronofsky. Con Natalie Portman, Mila Kunis, Vincent Cassel, Winona Ryder. Stati Uniti, 2010
    Ambientato nel competitivo mondo della danza classica, il film segue la lenta e inarrestabile discesa nel buio della mente di Nina mentre questa si prepara per la parte della protagonista ne "Il lago dei cigni".